Scarpe da trekking per escursioni di ogni livello

Storico brand di scarpe da trekking e alpinismo bavarese, Hanwag è celebre tra gli appassionati di montagna. Icona della ‘calzata perfetta’, che risponde cioè alle necessità di ogni tipo di piede. Grazie alle elaborate tecniche di costruzione (montaggio a strati e doppia cucitura del guardolo) il marchio vanta calzature che durano a lungo nel tempo. Inoltre, in un’ottica decisamente sostenibile, una volta usurate le scarpe possono essere completamente risuolate. Tra le proposte 2019, Hanwag propone il modello da hiking Makra Low, robusto e flessibile, basso e pratico. Una scarpa dedicata alle uscite di uno o due giorni è invece Tatra Light, adatta all’escursionismo e particolarmente leggera. Questo modello è disponibile anche nella forma Bunion, una speciale progettazione sviluppata per chi soffre di alluce valgo.

Offre un’ampia gamma di modelli per escursioni di ogni livello Scarpa, il brand di Asolo che per il 2019 propone una ricca Collezione Hiking. Composta dalla Scarpa® Moraine Gtx, una calzatura leggera, impermeabile, traspirante e protettiva per passeggiate su sentieri e lunghe camminate (ma anche, volendo, per l’uso cittadino). Scarpa® Zg Trek Gtx è un modello leggero pensato per escursioni veloci e fuori sentiero in ambienti alpini. Con Scarpa® Marmolada Trek Od si passa ad uno scarpone per escursioni di media intensità e difficoltà, adatto a vie ferrate e camminate di diversi giorni, con zaino a pieno carico.

L’America del college tennis: borse di studio per un anno in più

L’emergenza Coronavirus si fa sentire pesantemente anche negli Stati Uniti, anche per i nostri tennisti che sono al college. Da oltre un mese a questa parte tutte le competizioni, allenamenti, e lezioni sono state sospese. Il semestre scolastico verrà concluso regolarmente in modalità online ma per quanto riguarda la parte tennistica ci sono diversi punti interrogativi.

La maggior parte dei ragazzi sono tornati in Italia con gli ultimi voli in partenza dagli Stati Uniti, viaggi davvero complicati lunghi anche fino a 3 giorni.

La NCAA (l’organizzazione che gestisce tutti gli sport universitari) ha permesso a tutti gli ‘student-athlete’ di recuperare l’anno sportivo “perso”: questo vuol dire che tutti i giocatori avrebbero a disposizione un ulteriore anno di borsa di studio nella stessa università o cambiando università. Questo però non significa che ogni università offrirà questo ulteriore anno di eleggibilità a tutti, in quanto ogni ‘conference’ avrà la possibilità di votare e decidere se seguire questa strada. Dopodiché le singole università potranno ancora decidere in base al proprio budget se concedere agli atleti un altro anno di eleggibilità.

Diversi giocatori avevano già deciso che strada percorrere una volta laureati ma questa imprevista e imprevedibile situazione ha aperto forse un’ulteriore strada in quanto, ipoteticamente, gli studenti che si laureano quest’anno potrebbero coprire le spese di un “master” con la borsa di studio sportiva del prossimo anno e giocare per la squadra della loro università un’ulteriore stagione.

Per capire la realtà con cui hanno dovuto fare i conti i nostri tennisti-studenti in questo particolare frangente abbiamo contattato Giovanni Oradini, attualmente il giocatore italiano con il più alto UTR (13.59), cioè il punteggio che i college utilizzano per indicare il livello di gioco, classifica 2.2 FIT, il quale è tornato in Italia a causa dell’emergenza coronavirus.

“Sono partito da Memphis, per arrivare a Chicago dove poi ho preso un volo per Francoforte. Arrivato a Francoforte ho trovato un volo per Venezia – racconta Oradini – e poi la mia famiglia è venuta prendermi in macchina. Un viaggio molto particolare durato più di 30 ore”.

Gli Stati Uniti si sono fatti trovare impreparati, come tutti, di fronte allo scoppio della pandemia.

“ A Chicago pochi avevano le mascherine, e prima che partissi molte persone andavano ancora in vacanza al lago e non …”

Ciononostante Oradini è convinto e soddisfatto della scelta che ha fatto.

“L’idea del ‘college tennis’, cioè di chiedere una borsa di studio per andare a frequentare l’Università negli Stati Uniti giocando nel campionato universitario NCAA l’ho sempre avuta ma non avevo mai approfondito i vari step. Finite le superiori, anche se sapevo che ero abbastanza in ritardo con tutte le procedure, ho iniziato a considerare questo percorso. Ripensandoci adesso, avrei davvero avuto bisogno di un’assistenza per tutta la parte burocratica che c’era da fare prima di arrivare al college. Mi sono ritrovato ad improvvisare e fare il visto e gli esami di lingua all’ultimo minuto”.

Il tennista di Rovereto studia nel Mississippi.

“Sono entrato in contatto con la Mississippi State University, e sin da subito i coach erano molto interessati e mi hanno dato tanta fiducia. C’era un progetto davvero interessante, conoscevo alcuni giocatori che avevano un ranking ITF davvero alto e a gennaio del 2017 decisi di partire per Starkville”.

L’università lo sta aiutando a crescere molto anche come tennista.

“Il ‘college tennis’ ha avuto un impatto davvero positivo su di me! Prima di arrivare al college non mi sentivo ancora maturo; avevo molta difficoltà a gestire le mie emozioni in campo”.

“ Posso giocare a tennis ad un livello altissimo, ho un team di allenatori, preparatori e fisioterapisti, a disposizione in qualsiasi momento della giornata, e strutture all’avanguardia. Insieme a tutto questo posso strutturare le lezioni universitarie in base ai miei allenamenti e laurearmi in 4 anni mentre mi dedico al 100% alla mia passione, il tennis, cercando di superare i miei limiti”.

Il livello di gioco del tennis universitario americano è davvero molto buono (Chi volesse maggiori informazioni può visitare il sito: www-ts-collegetennis.com o contattare [email protected] n.d.r.).

“Nel circuito ci sono tanti giocatori che sono usciti dal ‘college tennis’ e spero che anche in Italia si inizii a capire il valore. Nelle ‘conference’ più rinomate, in divisione 1, il livello di gioco è quello di Future e Challenger. Ho giocato contro Arthur Rinderknech attualmente con un ranking ATP di 161, ho battuto J.J Wolf (ATP 144), e ho avuto un match molto combattuto con Paul Jubb (ATP 519)”.

Giovanni ha raggiunto a livello individuale un best ranking di #5 a livello NCAA e in doppio di #3. Con Mississippi State sono arrivati fino alla 2a posizione a livello college di Divisione 1. Nuno Borges (ATP 599) era il loro #1.

“Ora sono un senior e quest’anno avrei dovuto finire la mia avventura del ‘college tennis’. La mia idea è di tentare la strada del professionismo a tempo pieno; ora che ci sarebbe la possibilità di rimanere un ulteriore anno alla Mississippi State University vediamo, ma sicuramente cercherò di scalare le classifiche ATP per vedere dove potrò arrivare”.

Scarpe trekking, durante le escursioni la priorità va data ai vostri piedi

LEGNANO – Il primo passo fondamentale per avvicinarsi al mondo del trekking è quello di recarsi in un negozio specializzato nel settore per acquistare tutto l’equipaggiamento adatto prestando particolare attenzione alle scarpe trekking.

Indossare la giusta calzatura infatti farà la differenza tra una giornata piena di sofferenza e dolori ai piedi e una passeggiata rilassante nella natura!

Proprio per questo quando ci si appresta a scegliere una calzatura tecnica bisogna evitare di guardare solo il lato estetico ma puntare soprattutto sulla qualità e il comfort.

Ognuno di noi ha piedi di forma diversa e per questo è difficile definire la scarpa migliore poiché la scelta diventa spesso soggettiva. Se il costo non è un problema, la soluzione ottimale rimane sempre quella di far produrre una scarpa.

Chi pratica trekking regolarmente durante tutto l’anno dovrebbe avere a disposizione almeno due diverse paia di scarpe:

Il primo paio pesante, con buona protezione delle caviglie, rigido e pensato per la stagione invernale dove spesso ci si ritroverà a camminare su strade umide o addirittura nella neve dove andranno abbinate a racchette da neve e ramponi.

Il secondo più leggero, adatto alle escursioni estive, dovrà essere leggero e ben traspirante. Queste solitamente sono pensate anche per lasciare maggiore mobilità al piede ma devono comunque essere dotate di una suola resistente in grado di resistere anche ai terreni più impervi.
Tenendo a mente queste due tipologie di scarpa è bene pensare al tipo di percorso che ci appresta ad affrontare ed anche alle condizioni metereologiche previste e alla durata della camminata. A questo punto avrete un’idea molto più precisa del tipo di calzatura da acquistare.

Il momento migliore per provare le scarpe da trekking in negozio è nel pomeriggio poiché è il momento della giornata in cui i vostri piedi risulteranno già gonfi e quindi avrete un’idea più precisa rispetto al comfort della calzatura durante l’escursione.

Provate quanti più modelli possibili camminando su e giù per il negozio magari salendo qualche gradino per controllare la protezione del piede, la libertà di movimento e il comfort. In alcuni negozi sono presenti anche delle aree apposite dotate di sassi, tronchi e ghiaia su cui sperimentare la tenuta degli scarponi.

Per essere confortevole, lo scarpone non deve bloccare il movimento delle vostre punte, deve mantenere salda la posizione del tallone e la pianta del vostro piede deve rimanere stabile senza però venire schiacciata dalla calzatura.

Provare e toccare le scarpe da trekking è fondamentale per l’acquisto ma una volta fatto e dopo aver verificato le caratteristiche principali della calzatura desiderata, ovvero leggerezza, perfomance, durevolezza e comfort, potrete recarvi su di un sito web specializzato, come ad esempio , per trovare prezzi migliori.

I materiali e la tecnologia alla base delle scarpe da trekking è in continua evoluzione ed ha portato alla nascita di calzatura sempre più comode che uniscono leggerezza alla performance e alla durata nel tempo e che si adattano al piede in modo impeccabile.

Provare e toccare le scarpe da trekking è fondamentale per l’acquisto ma una volta fatto e dopo aver verificato le caratteristiche principali della calzatura desiderata, ovvero leggerezza, perfomance, durevolezza e comfort, potrete recarvi su di un sito web specializzato, come ad esempio www.df-sportspecialist.it/, per trovare prezzi migliori.

I materiali e la tecnologia alla base delle scarpe da trekking è in continua evoluzione ed ha portato alla nascita di calzatura sempre più comode che uniscono leggerezza alla performance e alla durata nel tempo e che si adattano al piede in modo impeccabile.

De Gasperi nuovo brand manager di Scarpa

Il campione valtellinese che ha vinto tutto quello che poteva vincere inizia una nuova avventura professionale con l’azienda di Asolo.

MILANO – Marco De Gasperi come è il nuovo brand manager per la categoria trail running di Scarpa, azienda specializzata nella produzione di calzature outdoor per alpinismo, arrampicata, alpine running, trekking, hiking, lifestyle, sci alpinismo, freeride e telemark. Il palmares del campione valtellinese parla da solo: sei titoli di campione del mondo di corsa in montagna, una medaglia da campione europeo, undici coppe del mondo, due titoli europei di skyrunning, senza dimenticare le imprese che l’hanno portato a realizzare dei record che non venivano infranti da oltre vent’anni. De Gasperi porterà in azienda un bagaglio di competenze e di relazioni accumulato in tanti anni di viaggi e gare in giro per il mondo: un know-how che il nuovo category manager metterà al servizio del brand veneto per consolidarne e accrescerne la presenza nell’universo del trail running. Diverse le novità previste riguardo la sponsorizzazione di eventi e atleti, tra cui la volontà di inserirsi sempre di più nel circuito della Skyrunner World Series e in altre gare di respiro internazionale. Scarpa continua così il percorso di consolidamento della propria gamma di prodotti, investendo in una disciplina che sta vivendo un vero e proprio boom: basti pensare che il mercato globale delle scarpe da trail era valutato nel 2018 circa 6 miliardi di dollari, con la previsione di una crescita annua cumulata del 5,9% dal 2019 al 2025. Già oggi il catalogo Scarpa comprende alcuni dei modelli più apprezzati dai migliori trail runner del mondo, ma l’azienda punta a crescere ancora, sfruttando una formula che negli anni si è dimostrata vincente: stretta collaborazione con gli atleti top di ogni disciplina, che insieme agli artigiani di Scarpa lavorano sulle calzature suggerendo come migliorarle, e costante orientamento all’innovazione. Un metodo che consente all’azienda di Asolo di depositare ogni anno ben quattro domande di brevetto europeo. “Siamo orgogliosi di accogliere Marco nella nostra squadra. L’entusiasmo con cui ha raccolto questa sfida e la sua immensa passione per la montagna saranno uno stimolo eccezionale per il team di Trail Running e per l’intera azienda” ha dichiarato Sandro Parisotto, presidente di Scarpa. “Pur tenendo conto dell’attuale emergenza sanitaria – ha commentato l’ad Diego Bolzonello – i dati ci dicono che nel medio e lungo termine il mondo del trail continuerà a crescere a ritmi importanti. Il mercato si aspetta tanto da noi, e l’ingresso di Marco è un punto di partenza fondamentale per gli investimenti che vogliamo mettere in campo in questa disciplina nei prossimi anni.”

Coronavirus: le regole per la ripartenza di palestre, piscine e centri danza

Tra le attività che attendono di ripartire dopo il lungo lockdown ci sono palestre, piscine, centri danza e circoli sportivi di tutta Italia.

Tutto questo settore spera che il ministro dello sport Spadafora dia il via libera il 18 maggio con le linee guida da rispettare che dovranno essere valutate dal Comitato tecnico scientifico del governo.

Dopo l’emanazione delle linee guida, in ambito sportivo sarà compito e responsabilità delle singole Federazioni olimpiche e paralimpiche, delle Discipline sportive associate e degli Enti di promozione sportiva, emanare appositi protocolli applicativi di dettaglio o integrare quelli già adottati.

Ecco le regole che dovranno essere seguite per la ripartenza:

UNA NUOVA ORGANIZZAZIONE: – valutare la possibilità di riorganizzare il lavoro con l’obiettivo di ridurre il numero di operatori sportivi (ovvero sia chi pratica l’attività sia il personale autorizzato a stare nell’impianto) contemporaneamente presenti; – suddividere gli operatori in gruppi che svolgono la medesima mansione e nei medesimi luoghi; – formazione a distanza del personale; – determinare più dettagliatamente il rischio per area e la possibile dimensione degli spostamenti; – organizzare un sistema di sanificazione ad ogni cambio turno e una costante pulizia degli spazi; – indicare le corrette modalità e i tempi di aerazione dei locali; – esporre procedure informative nel sito, nelle zone di accesso, nei luoghi comuni, nelle zone di attività sportiva, nonché negli spogliatoi e nei servizi igienici; – predisporre un sistema di raccolta dedicato ai rifiuti potenzialmente infetti (come fazzoletti e mascherine).

PROTEZIONE E PREVENZIONE: – utilizzo dei dispositivi di prevenzione del contagio (mascherine chirurgiche, guanti monouso); – pulizia e sanificazione dei luoghi e delle attrezzature; – realizzazione di segnaletica nel centro di entrata e uscita ben evidenziati; – preparazione dei locali con percorsi differenziati; – predisposizione di piani di evacuazione che evitino aggregazione in caso di necessità o urgenza; – divieto di scambio tra operatori e personale comunque presente nel sito di dispositivi (smartphone, tablet) e di attrezzi sportivi.

PRATICHE DI IGIENE: – lavarsi frequentemente le mani, anche attraverso appositi dispenser di gel disinfettanti; – mantenere la distanza interpersonale minima di 1 metro, preferibilmente 2, in caso di attività metabolica a riposo; – evitare di lasciare in luoghi condivisi con altri gli indumenti indossati per l’attività fisica, ma riporli in zaini o borse personali e, una volta a casa, lavarli separatamente dagli altri indumenti; – disinfettare i propri effetti personali evitando di condividerli (borracce, fazzoletti, attrezzi); – arrivare nel sito già vestiti adeguatamente all’attività che si andrà a svolgere e muniti di buste sigillanti per la raccolta di rifiuti potenzialmente infetti; – bere sempre da bicchieri monouso o bottiglie personalizzate; – gettare subito in appositi contenitori i fazzolettini di carta o altri materiali usati (ben sigillati).

Coronavirus Covid-19: Us Acli Bologna, per sostegno alle famiglie ripartire dallo sport. Al via “borse” per bimbi meno abbienti

“In queste settimane (e in quelle che verranno) le famiglie sono state il vero welfare d’emergenza. Adesso è tempo di fare qualcosa per loro e per i bambini”. Queste le parole di Filippo Diaco, membro di presidenza dell’Unione sportiva Acli nazionale e di Bologna, che da tempo ha avviato il progetto delle “borse sport”, per permettere alle famiglie meno abbienti di far praticare attività sportiva ai figli. “Sull’onda dell’esperienza molto positiva delle “borse sport”, abbiamo apprezzato il proposito della Regione e dell’assessore Lepore di offrire voucher sportivi (estivi o da settembre, questo si vedrà) per le famiglie”. Un’idea che l’Us Bologna sostiene da tempo. Per Diaco, “non bisogna forzare i tempi della riapertura delle scuole o della ripresa delle attività, ma occorre dare alle famiglie certezze sul futuro. Prima di pensare al ‘quando’, è necessario pensare al ‘come’. Bisogna farlo soprattutto per quei bambini che non vivono situazioni ottimali in famiglia e che non hanno accesso alla didattica online”, bambini stranieri appena inseriti a scuola e bambini con disabilità e bisogni speciali. Lo sport è un veicolo potente, in termini di benessere e socialità: “penso sia più semplice far tornare i bambini a fare sport, che a scuola: auspico per l’estate soluzioni che permettano di mantenere le distanze di sicurezza, ad esempio all’aperto, usando parchi pubblici o impianti sportivi” prosegue Diaco. Us Acli ha deciso di intensificare i contatti con quartieri e associazioni del territorio, al fine di intercettare più beneficiari possibile delle “borse sport”.

È arrivata la “Fase 2” per il trekking: ma non è quello che vi aspettate, le guide siete voi

È ora di ritornare a camminare e a fare belle escursioni ma bisogna essere le guide di se stessi organizzando, con qualche piccolo accorgimento, le vostra attività: il vademecum

Vi stupirà quello che vi sto per dire, forse vi aspettavate che vi comunicassi il prossimo evento… più o meno è così… ma in modo diverso.

Ormai da diciannove anni lavoro in mezzo alla natura prima all’interno di un’Area Protetta e poi come guida. Ho spesso detto nelle mie escursioni (di solito alla fine della giornata prima di salutarci) che un giorno non ci sarebbe più stato bisogno di noi guide perché ciascuno sarebbe stato in grado di godersi le camminate anche senza il nostro ausilio, ovviamente dopo aver acquisito una buona pratica escursionistica frequentando proprio le attività proposte da noi professionisti in questi anni di boom delle camminate in mezzo alla natura.

Bene, era un augurio che ancora oggi faccio, anche se devo dire che mi sono parzialmente ricreduto perché le nostre attività non sono soltanto belle escursioni lungo sentieri pregevoli e in luoghi entusiasmanti ma sono diventati degli eventi ben organizzati che vanno anche aldilà della camminata per tanti elementi e motivi come la socialità e la convivialità tra i partecipanti, momenti di animazione e passaggio di nozioni varie (storiche, naturalistiche, culturali etc).

Per tutto questo ci saremo anche noi … appena possibile, quando avremo nuovamente l’autorizzazione per farlo e appena avremo imparato e spero debellato il Covid-19.

Ma la mia Fase 2 che affido a tutti voi è già cominciata. Vista infatti l’apertura, per adesso limitata agli spazi non troppo lontani da casa, ma sono speranzoso che tra qualche settimana potremo anche allontanarci anche un po’ di più seppur solamente con i propri familiari.

Bene adesso è ora di ritornare a camminare e a fare belle escursioni ma bisogna essere le guide di se stessi. Vale a dire che tutti voi dovete trovare quella piccola forza e la capacità di mettervi in cammino da soli autonomamente organizzando, con qualche piccolo accorgimento, le vostra attività escursionistiche.

Sono fiducioso che da soli sarete capaci come sempre e anzi vi piacerà ancor di più e proverete una grande soddisfazione passeggiata dopo passeggiata.

Ma io non vi lascio ed ecco alcuni consigli che dovrete valutare.

Scegliere un itinerario. Programmare il luogo dove volete andare. Io comincerei proprio con delle località vicino casa o vicino il vostro paese o città. Ci sono tanti luoghi. Chi vive in piccoli borghi non avrà problemi ( penso ad esempio a chi vive nei paesini dei Nebrodi, dell’Etna, delle Madonie o sulle Isole) ma anche per chi abita in città luoghi come Monte Pellegrino, le Cave ragusane, i Colli messinesi o le zone costiere siracusane o agrigentine o trapanesi solo per fare alcuni esempi sono a vostra disposizione per le ripartenze escursionistiche.

Chiedere qualche informazione e documentarsi. Dopo aver scelto il vostro itinerario, anche se lo conoscete già, magari controllate se sul web o in qualche pubblicazione è presente qualche spiegazione del percorso o qualche traccia da scaricare, tutto può esservi utile… e se volete ci siamo sempre noi Guide è una telefonata o un messaggio whatsapp per dei chiarimenti o rassicurazioni magari ci fa anche piacere darvela.

Non camminiamo da tanto tempo. Ricordatevi che non camminiamo già da un paio di mesi quindi vi invito sia a non scegliere percorsi troppo impegnativi sia a essere preparati mentalmente, soprattutto le prime volte, a fare solo una parte e non l’intero percorso se dovessimo accusare troppa fatica o anche qualche incertezza nei percorsi meno segnati…capita spesso infatti che quando si è da soli ci potrà essere qualche ansia iniziale ma via via scomparirà.

Portare zaino e attrezzatura. Anche se usciamo per qualche ora e non per l’intera giornata portiamo sempre uno. zainetto di giornata. Portiamoci una maglietta di ricambio, un indumento pesante una giacca a vento adatta, non dimentichiamo la borraccia con un litro d’acqua, della frutta o qualcos’altro da mangiare e poi io porterei sempre anche una piccola lampadina tascabile e se avete i bastoncini da trekking sono sempre utili. Ovviamente indossate scarpe o scarponi adatti al percorso.

Comunicare dove andrete. Sicuramente porterete il vostro smartphone assieme a voi, anche se vi auguro di usarlo poco e magari scattare qualche bella foto, ma è buona regola quando si va a fare una escursione da soli comunicare, per ogni evenienza, dove andrete a qualcuno dei vostri familiari e amici… purtroppo in questo periodo però non potranno unirsi a voi … almeno per adesso.

Non avere ansia di arrivare ma godersi il percorso. Godetevi la giornata, assaporate ogni passo, fate delle soste per ammirare il paesaggio e stare bene con voi stessi nei posti che sceglierete. Voglio solo raccomandarvi proprio di non avere ansia di arrivare sani e salvi… ci arriverete sicuramente. State tranquilli, osservate bene, troverete certamente la strada giusta e arriverete a destinazione, altrimenti ricordate bene la strada che avete fatto e per questa volta tornate indietro.

Fare l’itinerario una seconda volta. Spero sia andato tutto bene, facile o dura che sia stata l’esperienza sarete soddisfatti. Vi consiglio per la prossima volta di ripetere esattamente lo stesso itinerario. Sarete più tranquilli e addirittura vi sembrerà anche più breve e assaporerete meglio probabilmente altri aspetti cogliendo sfumature diverse pur essendo nello stesso luogo.

Pubblicate le foto e le emozioni. Sono ansioso, e lo sarete anche voi, di vedere pubblicate le vostre foto e le vostre nuove esperienze nelle quali siete diventate le guide di voi stessi…bravi, ma spero davvero di rivedervi presto per camminare ancora assieme.

Frida e Rosa, molto più che scarpe da trekking

Con la nascita della linea Epic Women, Zamberlan® ha voluto sostenere le donne nelle loro imprese outdoor attraverso prodotti concepiti a partire dalla particolare conformazione del piede femminile.

Fin dalle origini, ogni modello è stato dedicato ad una donna che ha lasciato la propria impronta nel Mondo. Mentre i primi tre modelli erano ispirati a tre nomi dell’alpinismo, Marie Paradis, Amelia Edwards, ed Henriette D’Angeville, le due nuove nate prendono il nome da due donne rivoluzionarie e controcorrente.

Da una parte Frida Kahlo, artista dallo spirito indipendente e passionale. Dall’altra Rosa Luxemburg, filosofa e politica polacca, donna piena di vitalità e dalla grande levatura intellettuale.

Frida e Rosa, molto più
che scarpe da trekking

Con la nascita della linea Epic Women, Zamberlan® ha voluto sostenere le donne nelle loro imprese outdoor attraverso prodotti concepiti a partire dalla particolare conformazione del piede femminile.

Fin dalle origini, ogni modello è stato dedicato ad una donna che ha lasciato la propria impronta nel Mondo. Mentre i primi tre modelli erano ispirati a tre nomi dell’alpinismo, Marie Paradis, Amelia Edwards, ed Henriette D’Angeville, le due nuove nate prendono il nome da due donne rivoluzionarie e controcorrente.

Da una parte Frida Kahlo, artista dallo spirito indipendente e passionale. Dall’altra Rosa Luxemburg, filosofa e politica polacca, donna piena di vitalità e dalla grande levatura intellettuale.

Frida GTX WNS è una scarpa leggera e morbida per il trekking e le escursioni leggere con tomaia in pelle, fodera in Gore-Tex e un sottopiede flessibile.

Rosa GTX WNS, è una scarpa per escursioni più impegnative, anche di più giorni, con carichi moderati. Confortevole ma capace di fornire supporto, è provvisto di fodera in Gore-Tex, una morbida intersuola in EVA e un fascione protettivo in PU per riparare dagli urti frontali.

Entrambi i modelli, realizzati con materiali pregiati e resistenti, si fregiano con orgoglio della bandiera italiana, per ricordare la nostra personale impresa: salvaguardare le competenze calzaturiere del nostro territorio.